Storia
Il Canto del Maggio, un cinema cantato

Il “Maggio” è una rappresentazione popolare tipica, unica e originale appartenente al folklore delle vallate dei fiumi Dolo, Dragone e Secchia e del vicino Appennino reggiano.
In una radura o più spesso in un anfiteatro naturale o conca nel terreno si radunava in ampio semicerchio la folla degli spettatori, la narrazione, in costume adatto al soggetto, veniva rappresentata da cantanti del luogo,“i maggiarini”, personaggi maschili o femminili che “narravano” in musica, leggende popolari, episodi legati all’epica cavalleresca o ad avvenimenti storici di varie epopee.

Il Copione era costituito da ottonari in rima alternata e da “assoli “dei protagonisti accompagnati da violino,chitarra e fisarmonica. Il “Maggio” era elaborato e spesso inventato da cantautori originali delle nostre vallate; spesso i versi erano ingenui ed in parte sgrammaticati,ma sempre estremamente originali e coinvolgenti. Nella “piazza,” dove veniva rappresentato lo spettacolo, erano ricostruiti gli ambienti delle vicende: rami d’albero diventavano foreste, fondali dipinti divenivano regge di sovrani,tende di nemici e città in guerra. Si veniva a ricreare una vera quinta teatrale all’aperto, dove i solisti erano i maggiarini e il canto diventava una suggestiva opera lirica collettiva.

In questa semplice scena avvenivano epici combattimenti a suon di spada, scontri  rumorosi di scudi e lance. I costumi erano particolarmente accurati e costruiti con estrema perizia dalle donne dei vari paesi dei Maggiarini, elmi ed armature da abili “mastri ferrai” della valle: tutto questo concorreva a rendere le vicende narrate il più verosimili possibile: gesti di gioia,di disperazione,di rabbia o di amore dei vari protagonisti coinvolgevano gli spettatori tanto da indurli alla commozione ed al pianto oppure alle più genuine risate quando in scena compariva il “Buffone” che era in grado di sdrammatizzare gli eventi narrati.

Nelle valli del Dolo e del Dragone erano fiorite numerose e celebri compagnie di Maggiarini, le più celebri erano quelle di Frassinoro, di Romanoro, di Costabona e dei “Boschi” (sempre di Romanoro). Questa ultima compagnia rappresentava “i Maggi” di Tranquillo Turrini forse il più conosciuto ed apprezzato cantautore delle nostre vallate; i suoi componimenti si ispiravano all’Ariosto, al Tasso ed all’epica medioevale,ma anche a vicende meno conosciute legate all’antico Egitto, ai Longobardi e persino alle “saghe” dei Vichinghi. Tranquillo Turrini è stato un personaggio unico, che ha saputo persino attirare l’interesse del grande regista Bernardo Bertolucci che ha chiesto la sua collaborazione nella stesura di alcune scene del film famosissimo “Novecento”.

Oggi il canto del Maggio è una tradizione ancora viva e praticata durante alcuni eventi come la “Festa degli Antichi Mestieri” di Boccassuolo. Uno spettacolo davvero unico, che sa entusiasmare grandi e piccini che, grazie alle voci e alle parole dei Maggiarini, vengono trasportati in un’epoca sognante fatta di grandi gesta, magie e appassionate storie d’amore.